I sionisti mi han portato via tutto, la casa, il cascinale, la mucca, il violino, la scatola di cachi, la radio a transistor, i dischi di littletoni, la moglie... mi hanno ammazzato anche il maiale! E c'erano tanti maiali liberi, nella libera terra islamica di Palestina, prima che arrivassero i sionisti a massacrarli, grufolavano liberi e selvaggi...

martedì 21 luglio 2015

Tweet del Contadino di Galilea

compito per oggi
1) uccidere degli ebrei
2) trovare una scusa

Noi palestinesi vogliamo solo liberta' e indipendenza. Per questo nel 1948 abbiamo rifiutato la partizione. 

Gaza e' al 99% musulmana. Quindi in Israele c'e' una teocrazia ebraica. 

Certo, il problema e' l'occupazione della Cisgiordania. Infatti prima del 1967 c'era la pace. 

Noi palestinesi siamo moderati. Infatti mica ammazziamo i gay. Li torturiamo solamente. 

Sono omofobo, sono a favore della pena di morte, sono contro i diritti delle donne. Ovviamente, la mia e' una causa di sinistra. 

Bisogna applicare la Legge del Ritorno solo a chi non e' ebreo. Basta con le discriminazioni e il razzismo.

Gli ebrei vogliono gli stessi diritti che ho io? Razzisti!


Gli israeliani non vogliono essere attaccati con armi iraniane? Razzisti! 

mercoledì 15 luglio 2015

Tema. La pace e la democrazia in Medio Oriente.

Oggi il maestro Leonardo ci ha ispieghato che oggi e' un gran giorno per la democrazia infatti la democrazia iraniana ha finalmente fatto un accordo con la superpotensa americana, che poi succede che gli iraniani avranno il nucleare civile che e' poi quello contro il quale si facevano manifestazioni quando era quello italiano, ma loro sono un Paese musulmano e noi non posiamo mica imporre a loro la nostra cultura decadente, ci vuole che bisogna avere rispetto per loro, che e' milenaria e pacifica e mai colonialistica. 
Poi sicome ke Paesi democratici come la Siria sono piu' che contenti che c'e' l'accordo tra Iran e America, significa che e' una chosa buona, altrimenti i democratici siriani e di hezbollah, che come dice D'Alema e' un partito legittimo si sarebbero arrabbiati.
Inoltre il nucleare iraniano aiutera' i palestinesi a distruggere Israele ed avere in questo modo quella uguaglianza che ogni democratico vuole ottenere in Medio Oriente, assieme alla pace eterna per gli ebrei, che non si dica che noi non siamo pacifisti infatti stiamo battendoci per disarmare quello Stato sionista. 
Purtroppo in Europa gli ebbrei sono troppo potenti e usano il senso di colpa per ricattarci e si immaginano che ci sia un Olocausto dietro l'angolo solo perche' c'e' un Paese che vuole distruggere lo Stato ebraico, bisogna essere davvero dei malati nel cervello e avere la testa piena di propaganda per credere a tutto questo. 
Che poi purtroppo dentro il sistema dell'informazione ci sono troppi giornalisti e uomini di spetacolo a libro paga del Mossad e quindi non se ne esce speriamo che qualche misile pacifico dall'Iran porti giustizia anche nella scuola italiana che ce ne ha tanto di bisogno. 
steiumanne 

sabato 11 luglio 2015

Un post di Haramlik


Una cosa incredibile, che mi lascia senza parole, e’ leggere le articolesse dei commentatori e dei soliti opinionisti da social network, tutte ricalcate da qualche editoriale di quell’ebreo di Jeffrey Goldberg, di fronte all’attentato alla ambasciata italiana al Cairo. 
E quel che mi manda in bestia e’ che questa gente non e’ mai stata in Egitto, non ha mai provato a vivere sotto un burka, non sa nulla del senso di protezione avvolgente che le donne provano ogni giorno, mentre in Occidente pagate centinaia di euro per quegli stracci che vi lasciano mezze scoperte, sgualdrine svergognate che non siete altro. 
Che ne sapete voi, del senso di infinita liberazione che una donna di mezza eta’, un po’ stagionata e cadente, prova nel vedere delle giovani fanciulle coperte come lei? 
A cinquanta anni da Orientalismo, vi nascondete dietro l’immagine telegenica dei barbuti per continuare la guerra a una civilta’ millenaria che chiede solo di essere lasciata in pace a lapidare ebrei e omosessuali, senza essere annoiata dal vostri pretenzioso pinkwashing di culattoni, sionisti e sgualdrine.
E adesso ve la prendete per un po’ di esplosivo, che non si sa nemmeno se abbia fatto davvero dei morti, su una ambasciata, che -a dirla tutta- e’ un pezzo di territorio rubato agli arabi, proprio come la partizione del 1948. 
Colonialismo truccato da diritto internazionale. E fate tanto gli scandalizzati. 

Da l'Unita' di domani

L’Egitto resiste. Resiste alla continua guerra che Israele muove contro l’intero mondo civile. Resiste ai ricatti degli ebrei che vogliono riscuotere la libbra di carne da poveri pensionati tedeschi che ai tempi di Nasser (che laicamente Dio lo abbia in gloria) trovarono rifugio al Cairo. Resiste a questa strategia della tensione, culminata in un attacco sionista alla nostra ambasciata, con tempistica accuratamente calcolata per fare cadere la colpa su qualche sparuto gruppo della sempre piu’ marginale, isolata e pacifica galassia islamista. Contro tutto questo, l’Egitto resiste. 
La Comunita’ palestinese in Italia invita a una manifestazione di solidarieta’ con il popolo egiziano, contro le pressioni israeliane per far degenerare il conflitto. 
Appuntamento davanti alla sinagoga. I compagni della CGIL porteranno bare vuote, come d’abitudine per esprimere, come nel 1982, una speranza di pace e di giustizia. 
Giovanni de Umbertangeli 

Da "Il manifesto" di domani


Le notizie che giungono dal Cairo obbligano a un ripensamento collettivo dei termini di confronto con il mondo islamico, dove la primavera araba tarda a fiorire in una estate di democrazia che e’ poi la premessa a un autunno liberale, cui segue un inverno liberista e poi sicuramente arrivera’ la primavera comunista. 
Per ragioni geografiche l’Italia, affacciata sul Mediterraneo, puo’ diventare un ponte per aprire un’era di dialogo tra le civilta’ in cui laici e democratici di ambedue le parti, Nord e Sud, Occidente e Oriente, si tendano la mano armoniosamente per la costruzione di un futuro di pace, per un Medio Oriente depurato dalla antistorica presenza sionista. 
Noi del Manifesto avevamo gia’ lanciato questo appello negli anni Ottanta, quando Israele ha deportato le popolazioni cosiddette ebraiche dall’URSS al Medio Oriente, e i media controllati dalle lobby sioniste hanno fatto credere che il comunismo non offrirebbe alcun riparo agli ebrei. 
Abbiamo ora davanti a noi una importante opportunita’, che si spera qualcuno vorra’ cogliere: spiegare al mondo che l’islamismo non e’ un mostro di cui aver paura, anzi - proprio come il comunismo nel periodo di Stalin - e’ la imperfetta realizzazione di un sogno di giustizia e puo’ offrire -proprio come lo stalinismo- protezione a donne, ebrei ed omosessuali. 
Basta che si levino dalla testa questa storia dei diritti individuali, che fin dall’epoca della Thatcher ha fatto un sacco di danni alle coscienze. 
Giorgio Michele 

Un editoriale di Gad Lerner

Il devastante attentato del Cairo rischia di innescare una spirale di violenza nel corso della quale noi italiani, e parlo soprattutto della sinistra italiana, rischiamo di perdere definitivamente il bene piu’ prezioso: la faccia, il diritto di predicare al resto del mondo. 
Sarebbe in effetti una terrible tragedia se si facesse strada nell’opinione pubblica, gia’ devastata dal leghismo e dalla islamofobia, che gli israeliani avevano buone ragioni per votare Netanyahu. 
Occorre fermare il panico e non cedere alla demagogia. Una sinistra responsabile non puo' cedere al ricatto della paura e deve assumere il dialogo come priorita'. Senza dialogo non si va avanti e bisogna cogliere in questo attentato dinamitardo gli echi della lotta di liberazione condotta dagli anarchici nell’Ottocento, aprire un tavolo di trattativa con l’Islam moderato, e se non lo si trova, occorrera’ inventarlo. 
E questo dialogo non deve rifuggire le domande fondamentali, le questioni dirimenti, le faccende piu’ urgenti. Non bisogna temere di chiedersi, costruttivamente, e senza demonizzazioni:
Quali sono, questa volta, le colpe di Israele? 

Un editoriale di Moni Ovadia

E ancora macerie, ancora bombe, ancora guerra, ancora immagini di morte che provengono dal Medio Oriente. Questa volta l’oggetto della furia omicida e’ stata un consolato e il caso ha voluto che fosse di un Paese europeo e una beffarda scelta del destino ha fatto si’ che si trattasse di quella italiana. 
E ora? Ora cosa resta, ora cosa puo’ rimanere, ora cosa possiamo sperare mentre la frenesia dei media e delle istituzioni, e dei cancellieri, e della diplomazia, e’ tutta presa unicamente dalle solite ossessioni, mentre tutti tornano a annunciare di nuovo la consueta e tragica caccia ai soliti bersagli, mentre tutti insomma puntano il dito contro l’islamico, l’Altro da Se’, il Selvaggio, compito di noi ebrei, se ancora vogliamo essere la coscienza dell’Occidente, e’ di porre la accorata domanda che nessuno osa piu' formulare, ma che come lo spirito marxiano si aggira per l’Europa devastata dal neoliberismo.
Cosa dire, questa volta, per accusare Israele? 

Un post di Leonardo Tondelli

Adesso, quando il terrorismo cosiddetto islamico viene a colpire i nostri interessi, e le immagini delle macerie del consolato italiano, dove lavora gente come noi, vengono a disturbare la quiete estiva del nostro tinello, a scrutini finiti, quasi nessuno -lo so- si porra’ le domande che mi pongo io, perche’ io non sono mica come voi,che siete tanto assuefatti al colonialismo sionista che non lo mettete mai in discussione.
E allora bisognera’ pur dirlo, che la rabbia e la frustrazione del mondo islamico verso noi europei ha una precisa data di nascita, il 1948, quando un orda di coloni europei si e’ stabilita su un pezzo di terra che era islamico da millenni. Causando ondate di risentimento e di rabbia che dovrebbero scuotere le coscienze di noi occidentali. 
Se io fossi meno solo, cioe’ voglio dire se in giro per il mondo ci fosse piu’ gente come me, allora ci si farebbe qualche domanda, se non siano stati commessi errori nell’inventare che esista un diritto degli ebrei a stare da qualche parte. E ci si mobiliterebbe contro quelli che vogliono che la politica internazionale sia soggetta alla fantasie di chi crede a una Legge scolpita nella pietra (quanti punti antisemitismo guadagno per aver detto una cosa cosi’ banale?). Sappiamo dove sono, hanno delle sinagoghe e delle scuole e non si smarcano dal sionismo. 
Ma invece nessuno si mobilitera’. E anche questo mio post, che scrivo con cuore colmo di frustrazione e tristezza, finira’ per venire sbeffeggiato, magari da qualcuno che ha lasciato la fede progressista in nome di qualche strana setta e per il solito tornaconto personale. Vabbe’, ma tanto io degli ebrei non mi sono mai fidato, nemmeno al cinema. 
A quelli come me, cattolici di campagna che hanno la sicurezza di stare dalla parte giusta perche’ sto con i poveri e gli oppressi, resta l’amarezza di constatate che questa stupida ed inutile guerra potrebbe finire se solo si accettassero le ragionevoli richieste di Hamas e dell’ISIS, che non sono cosi’ diverse da quelle di Israele a cui supinamente, invece, ci accodiamo. 

Un commento di Massimo D'Alema


La bomba al consolato italiano in Egitto rappresenta l’esito drammatico di un percorso in discesa iniziato con la mia estromissione da Ministro degli Esteri ordita da quell’inetto ragazzino toscano, con la complicita’ di qualche settore israeliano del mondo atlantista ebraico, che mal digerisce -da sempre- la mia affermazione secondo cui Hezbollah e’ un partito politico perfettamente legittimo. 
Ma i fatti mi danno ragione, difatti un partito politico perfettamente legittimo come i Fratelli Musulmani ha un settore esplosivi perfettamente legittimo e una ala moderata e ragionevole -Hamas- che accetta le regole del gioco democratico,  e difatti ha vinto le elezioni a Gaza. 
Quando ero Ministro degli Esteri l’Italia aveva un riconosciuto ruolo di mediazione nel conflitto mediorientale e io ricevetti laicamente la benedizione di Monsignor Bum Bum Capucci a suggello del nostro ruolo super partes, poi rovinato da manovre ordite in qualche oscura botteguccia del ghetto romano. 
Al momento non ho altro da dichiarare se non che quando c’ero io i treni arrivavano in orario.